Il B-Pensiero

La filosofia “social” parte dalla coscienza di un cambiamento irreversibile che sta avvenendo ai metodi comunicativi. Negli ultimi anni infatti – anche se sarebbe più corretto parlare di mesi, vista la velocità alla quale evolvono gli scenari – il pubblico è sempre più difficilmente definibile all’interno di parametri codificati: non esistono più i target come li conoscevamo.
David Ogilvy, fin da quando eravamo piccoli pubblicitari che stavano crescendo, ci ha segnato con:
Non scrivere mai un annuncio che non vorresti far leggere alla tua famiglia.
Non mentiresti a tua moglie. Allora non farlo con la mia.
ora tutte le nostre “mogli” si sono evolute e hanno imparato a comunicare a loro volta. Interagiscono con le marche, con altri «consumatori», influenzano il modo di pensare e, soprattutto, si esprimono. E dove si esprimono? Sui Social Media, ovviamente! Strumenti semplici da utilizzare, alla portata di tutti, dove tutto ruota attorno alla socializzazione, alla creazione di piccole comunità di persone che condividono interessi o aspirazioni.
Il mercato ha tardato un po’ ma, alla fine, si è reso conto che la comunicazione – per come la conoscevamo – non riusciva più a dare risposte incisive a questa nuova tipologia di pubblico; sono così nate delle figure professionali che si occupano di Social Media Marketing, vedendo questa attività come una sorta di SEO evoluto, rivolto all’analisi della reputazione online di una marca oppure, nel peggiore dei casi, si limitano a creare timide presenze aziendali su Facebook, Twitter, Flickr e YouTube.
